Masturbati! – Il mercato della masturbazione

Masturbati! – Il mercato della masturbazione

Masturbazione: toccarsi in un certo modo con l’intento di provocare un risultato.
Della serie: ti dico io – io, il mercato – quanto e come farlo.

Masturbati, masturbati, masturbati! I toni sono alla Savonarola.
Raramente – osservo – un imperativo mediatico e culturale ha ricevuto più sostegno, campagne, presidi medici, diffusione. In modo diretto e indiretto. Dictat da iniettare, al pari di un vaccino, già dai 3-4 anni,  come in certi “illuminati” provvedimenti educativi, capaci di dispiegare tra le più assidue campagne persuasive.

Essi sono pari, con contenuti contrari e con note da influencer virtuale, a una dottrina morale. La pagina Freeda-Mediaset – oh, così anticonformista! – è un esempio lampante e all’avanguardia di questo nuovo fenomeno liberista. Che non vuol dire liberante. No. Spiacente. La sonorità è ingannevole.

Un’intera fiorente industria, un bolide commerciale, un mercato che passa per liberante e emancipato vive su questo imperativo, avallato da miriadi di moniti, sex toys conformi venduti come spregiudicati e prodotti farmaceutici ad hoc. Un vero, mascherato, lavaggio del cervello.

Nel frattempo, il vero atto d’amore rivoluzionario in natura, il più naturale ed eversivo degli atti, l’unione pene e vagina, passa in secondo piano, come roba da trogloditi. In quest’atto si dispiega il potenziale della ribellione, della trascendenza, del farsi preghiera. Fastidioso per entrambe le aziende, quella farmaceutica e quella confessionale. Un rapporto di amore completo, riportato alla forza naturale dell’intelligenza corporea, è, da un lato, profondamente curativo e, dall’altro, in grado di porti direttamente in contatto con il trascendente, il divino.

I bambini si esplorano, si toccano, si ascoltano, lo fanno senza intenzionalità, scoprendosi. Lasciarli essere come sono è imbarazzante solo per l’adulto che sovrappone all’atto testimoniato la sua malizia.
Sono gli adulti che dovrebbero imparare dai bambini, non viceversa. L’adulto infatti è possibile che inietti il tarlo delle fantasie sessuali, dell’intento, del progetto. Sono gli adulti che necessitano di tornare a una più semplice spontaneità libera dai copioni in materia di sesso, soprattutto pornografici.

I pellerossa per addormentare i bambini toccavano le loro le parti intime.
Suppongo che almeno alcuni di voi si siano trovati a farlo addormentandosi senza alcun scopo finale o intenzione di provocare un climax. E se accade, benvenga la sorpresa!
È il voler ripetere ciò che ci dette piacere ad allontanare la sua fonte. La fonte del piacere – dell’amore – è nel presente mai in qualche gratificante passato.

Il toccare, il toccarsi è naturale – sacrosanto. È la finalità premeditata, il voler ottenere qualcosa a priori, a cambiare le carte in tavola.

L’atto amoroso totale è in grado di catapultarmi nella vastità impersonale di ciò che sono davvero. È ben per questo che ogni corpo(everybody) lo desidera? La masturbazione, soprattutto quella innalzata a bisogno, mi ricaccia nel mio campetto in cerca di qualche misera, strappata soddisfazione, tanto da disegnare in seguito, la penetrazione stessa, quale reciproca masturbazione.
Masturbarsi non è una colpa e neanche un fiore all’occhiello nel curriculum della valida/o amante. Tutte balle.

Fare l’amore è fuori moda solo per chi non lo conosce. In amore tutti i gesti sono ammessi, tante sono le rotte del piacere, quando non c’è più un pilota e una meta da raggiungere.

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