Il sesso e la paura della morte
Pensateci bene. Tutto torna.
C’è stata e c’è ogni volta, una qualche istituzione che impone delle “regole” da seguire e non seguire, pena la tua salvezza (salute) o perdizione.
Prima era la Chiesa a penalizzare – legalizzare il sesso. Adesso anche la Nuova Chiesa deve farlo: l’elite farmaceutica, i nuovi sacerdoti della ssienza (scienza) attraverso il megafono dei media d’ufficio . È parte di ogni potere costrittivo.
Un rapporto naturale con il sesso nutre una relazione più naturale con la morte, alleggerisce la paura della morte.
Frenare la riproduzione è solo uno dei motivi – in Italia siamo ben sotto la soglia, non è l’Africa o l’India.
Il motivo vero – in ogni epoca – nel frenare gli ardori sessuali, è che fare l’amore in modo sciolto e naturale è l’atto potenzialmente più ribelle e disobbediente, a alto potenziale di risveglio.
Nelle ultime decadi sono aumentati coloro che hanno approfondito questo aspetto (tantra) e in nessun modo questo risveglio, questo contatto con il divino senza mediatori – un tempo i preti – deve essere permesso.
Quindi, dagli con la pornografia a gogò, che, alla lunga, agisce sull’area cerebrale interessata e inibisce l’ erezione con soggetti in carne e ossa. Il sacro pene, a quel punto, funziona solo digitando la URL.
Le neuroscienze sono ben al corrente di questo fenomeno di assuefazione.
Per la donna, vibratore a gogò, che alla lunga desensibilizza, creando una sorta di “callo” nella sacra vagina e a quel punto la ricezione di un pene vivente è percepita quasi come un fastidio, poco o mal performante.
Ora, come in altre epoche, minare il campo sessuale è indebolire le forze dell’eros e, con esse, la potenza delle forze vitali a vantaggio della paura della morte.