Sulla felicità, e altre tendenze.

Sulla felicità, e altre tendenze.

sonoScelgo di essere felice. Legittimo. E un gran bel passo.

Chi mai lo sceglierebbe se lo fosse?
“Io sono colui che è felice” è la cartina di tornasole di “io sono colui che è infelice”.
Io sono. Mi basta e mi avanza. 😀
Questo “senso di essere” , il primo tra i sensi, è un dono così grande. Gustalo, gustalo, gustalo.
Ricordamelo quando penso di masticare amarezza. Ricordami che anche l’amarezza sorge in questo “io sono” e in esso si riassorbe, accolta o non accolta.
Questo “senso di essere”, permane glorioso anche quando ti senti miserabile. Lo vedi?
Questo “senso di essere” è amore, così ampio che alla fine tende a sparire, anche lù. ;-), in un mare di pace. Dico tende, son momenti, bagliori per me.
La felicità, come la sua ombra – detta infelicità – assurta a status, è un atto di velleità.
È quella felicità tirannica che, in fondo in fondo, continua a combattere, con la sua ombra.

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